[RELAZIONE] “IL CAMMINO DI SAN BENEDETTO”… cronistoria di una bella esperienza

Nelle vacanze pasquali, dal 5 all’11 aprile ’23, si è svolta regolarmente la gita di
escursionismo “Il Cammino di San Benedetto” programmata dalla Commissione
TAM, aggiungendo così 5 tappe alle 4 già portate a termine nel 2022 da 7 persone.
Quest’anno i partecipanti sono stati 12, in età compresa dai 16 ai 62 anni, novesi e
non, essendo due provenienti da Genova, uno da Milano, una di Tortona e una da
Acqui T.,di cui 10 iscritti alla sezione CAI di Novi, una di Tortona e una di Acqui T.,
che hanno portato a termine brillantemente le cinque tappe previste, con partenza
da Rieti ed arrivo a Subiaco.


Il 6 di aprile si è percorsa la prima tappa prevista, da Rieti a Rocca Sinibalda per un
totale di circa 25 km. Raggiunta in treno Rieti e dopo una visita interessantissima
della città, importante per la sua posizione strategica lungo la Via Salaria che come
si sa, collega, fin da epoche storiche antiche, Roma con l’Adriatico, il gruppo è
partito a piedi zaino in spalla verso le altre mete, che giorno dopo giorno, sono state
raggiunte sempre con grande impegno ma anche soddisfazione, coesione,
solidarietà e allegria. Il 10 aprile si è giunti a Subiaco, quinta e ultima tappa per
quest’anno, mentre il Cammino di San Benedetto termina a Monte Cassino e le
ultime cinque/sei tappe rimanenti saranno programmate per il 2024.


Sono stati percorsi oltre 120 Km., per la maggior parte su sterrato, in mezzo a boschi
di querce e faggi, sempre accompagnati da una spettacolare moltitudine di fiori tra
cui ciclamini selvatici, violette, elleboro e primule; il percorso si sviluppa lungo
l’Appennino Centrale per cui spesso abbiamo utilizzato anche Sentieri segnati dal
CAI oltre a seguire il segnavia personalizzato del Cammino, con un dislivello positivo
di circa 3000 m. e negativo di 2400 m.


Da segnalare che non abbiamo mai sofferto il caldo avendo temperature quasi
sempre inferiori ai dieci gradi, ed in particolare, con meteo avverso già dalla
partenza, alla terza tappa da Castel di Tora a Orvinio, quella in cui abbiamo
raggiunto la quota di 1160 m. , il punto più alto di tutto il percorso, con pioggia e
neve. Ma il gruppo ha saputo affrontare al meglio anche questa difficoltà, aiutati e
protetti dalla giusta attrezzatura anti pioggia e vento e sempre con la solita
disinvoltura e serenità, senza intoppi e soprattutto riuscendo a rimanere sempre sul

percorso giusto, nonostante che gli oltre dieci cm. di neve fresca avessero coperto,
per un lungo tratto, il tracciato.


Sono stati visitati borghi caratteristici come Rocca Sinibalda, Castel di Tora, Orvinio,
Vicovaro e Subiaco, posti tappa, ma apprezzati molto anche luoghi particolarmente
interessanti incontrati lungo il percorso come Posticciola, Belmonte in Sabina,
Pozzaglia Sabina, il Lago del Turano, la Valle dell’Aniene, l’Eremo di San Benedetto a
Vicovaro. Infine a Subiaco abbiamo dedicato una parte dell’ultimo pomeriggio alla
visita del Monastero con lo Speco di San Benedetto, il Monastero di Santa Scolastica
e i ruderi della Villa di Nerone.


Ultima notte in un vero Convento Francescano a Subiaco e martedì 11 aprile rientro
a Roma in autobus e in treno verso casa, con grande soddisfazione da parte di tutti i
partecipanti per aver completato al meglio il percorso, visto posti nuovi e aver
creato nuovi rapporti di amicizia.
Come lo scorso anno, anche quest’anno Carmela Cocozza ha organizzato, coordinato
e gestito il viaggio e il gruppo, con encomiabile bravura, a lei va il ringraziamento
personale e di tutto il gruppo dei partecipanti.


Maria Teresa Camera
(una del gruppo)

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