Commissione sentieri

 

REFERENTE Commissione Sentieri: Roberto BORSANI

Le Cime del Sentiero 200

Un Progetto ideato dalla Commissione Sentieri del CAI Sezione Novi Ligure e finanziato dall’Ente Parco Aree Protette Appennino Piemontese per rendere più interessante il percorso di questo sentiero nel suo tratto più elevato dal Monte
Giarolo fino al Valico di S.Fermo con l’apposizione di 15 tabelle tematiche

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RAPPORTO SULLA ATTIVITA’ DI SENTIERISTICA MAGGIO 2021

Sentieri Patrimonio Culturale

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CHI CONOSCE IL SENTIERO 200?

A cura di Roberto Borsani (Commissione Sentieri CAI Novi Ligure)

Una domanda alla quale si può rispondere o si o no, a chi risponde si farà piacere sapere che quest’anno la Commissione Sentieri della Sezione CAI di Novi Ligure sta’ investendo tempo e risorse per ripulirlo, risegnarlo e renderlo più interessante per chi risponde no un motivo in più per andare a conoscerlo ed apprezzarlo.

Il sentiero 200 noto anche come “Anello Borbera-Spinti” è un sentiero lungo circa 100 Km con un dislivello di oltre 5000 m in salita e in discesa si sviluppa lungo la dorsale che racchiude il territorio delle valli Borbera e Spinti e consente di effettuare un anello in quota di questa parte di appennino ricca di flora, fauna, storia, cultura contadina e aspetti geologici non indifferenti.

Questo per inquadrare il percorso ma il sentiero 200 lo si può raggiungere in auto in diverse località intermedie consentendo anche camminate di una giornata.

Quest’anno oltre alla manutenzione ordinaria, il CAI di Novi Ligure con il finanziamento dell’Ente Parco Aree Protette dell’Appennino Piemontese, hanno realizzato un progetto intitolato Le Cime del 200” che nell’arco più elevato tra il Monte Giarolo e il Valico di San Fermo ha permesso l’installazione di 15 tabelle tematiche sulle cime inclusa quella dell’Ebro (monte più alto della Provincia di Alessandria) e valichi più significativi.

Queste tabelle tematiche ciascuna studiata e realizzata in collaborazione con esperti dei vari settori mettono in luce vari aspetti storici, geologici, geografici, naturalistici e di costume. Le tabelle sono di medio formato ed alcune contengono sia il testo che immagini ma sono fatte per una rapida lettura e per cogliere l’essenza in non più di 300 parole che però lasciano il segno e possono far pensare e ragionare su questi territori che negli ultimi decenni hanno constatato un progressivo abbandono ma che grazie a tante realtà ancora presenti continuano ad essere preservati e curati.

Come si diceva le tabelle sono 15 si inizia dal Monte Giarolo con una descrizione degli eventi che portarono alla installazione della statua del Redentore ad inizio del ‘900 ma con un ritrovamento che fa pensare a riti più antichi. Sorpassato poi il Monte Gropà si incontra il Passo di Bruciamonaca dove in passato sorgeva un castello o forse ancor prima un Convento che poi crollò o fu incendiato? Lo storico Cesare Rusalen ci spiega i fatti.

Risaliamo dal passo (1394 m) al Monte Panà (1559 m) ed incontriamo la tabella sulla geologia della val Borbera da qui nelle giornate limpide la visuale è perfetta ed aiutati da una immagine capiremo come siano nate le “strette” della val Borbera grazie alla geologa Irene Zembo. Ancora 100 m di dislivello e raggiungiamo il Monte Cosfrone spartiacque tra val Borbera e val Curone; qui è posizionata la quarta tabella che partendo da una immagine di tracce sulla neve ci introduce, grazie agli studi dell’Ente Parco, alla presenza del lupo che dopo 100 anni di assenza sta riconquistando l’appennino e queste valli.

Dal Cosfrone all’Ebro il cammino è breve e presto raggiungiamo i 1700 m qui una poesia del cantautore contadino Maurizio Carucci ci fa sognare ed amare questo tratto di appennino. Una rapida discesa verso la Bocca di Crenna ed incontriamo la sesta tabella; questi luoghi sono stati in passato utilizzati come pascoli sommitali e Paolo Ferrari etnologo ci spiega come venivano gestiti; oggi non è più così ed anche se il pascolo è ancora una realtà presente i rischi di un rapido degrado ci sono.

La risalita verso sud-est ci conduce al Monte Chiappo anch’esso di 1700 m da qui si domina l’incrocio delle 4 regioni e 4 provincie ed è Giacomo Gola funzionario dell’Ente Parco ad illustrarci il crocevia. Proseguendo il 200 cambia direzione e scendiamo verso sud alle Capanne i Cosola dove incontriamo la strada asfaltata e poi con una rapida risalita giungiamo al Monte Cavalmurone (1662 m) da qui guardando verso ovest si domina la val Borbera ed è ancora Paolo Ferrari nella ottava tabella a spiegarci castagneti e faggete due realtà ancora presenti che in passato furono di sostentamento alle popolazioni e che oggi vanno preservate. Si continua scendendo e risalendo ed arriviamo al Monte Legnà con una leggera deviazione verso ovest dal sentiero 200 ed incontriamo la tabella sul torrente Borbera dove ci viene spiegato come questo torrente che nasce da molti rii che sgorgano da queste valli laterali abbia un regime abbastanza costante durante tutto l’anno; acqua da bere, irrigare e fonte in passato di energia per i  vari mulini. Continuiamo ancora verso sud fino alla salita sul Monte Carmo; una piramide che segna lo spartiacque tra val Borbera e val Trebbia, una vetta aerea che non può che farci pensare ai tanti rapaci che Mara Calvini guardiaparco ci descrive bene nelle loro abitudini e le edizioni Il Pivere ci illustrano con foto molto significative.

Il 200 prosegue ora sempre in discesa verso le Capanne di Carrega dove incontriamo la strada Provinciale sul confine tra Provincia di Alessandria e Genova qui è installata l’undicesima tabella ed è dedicata al Parco Aree Protette Appennino Piemontese che di recente ha acquisito l’area di Carrega Ligure, qui si svolta verso sud ovest e senza troppe salite o discese raggiungiamo il Passo delle 3 Croci.

Un altro punto significativo dove la tabella di Roberto Borsani del CAI ci fa ragionare sulla dura vita che in passato dovettero fare i molti abitanti delle terre alte alle volte incontrando anche pericoli mortali come l’attraversamento di questi passi durante le tempeste di neve generate dal vento di “Previn”. Una ripida discesa e poi una risalita ci conducono ancora ad una altro monte molto ben conosciuto : l’Antola (1593 m) dove è installata la tredicesima tabella dedicata dal naturalista Cesare Cabella alla flora e soprattutto alle farfalle presenti in questa area la tabella è impreziosita da foto dei diversi tipi di lepidotteri. Da qui scendiamo ancora verso sud e poi il 200 devia verso Ovest ; ancora una dolce discesa nella faggeta e poi una rapida risalita verso il Monte Buio dove incontriamo la penultima tabella quella che Cristiano Zanardi camminatore e divulgatore molto noto ha dedicato al panorama che da questo monte è veramente spettacolare tutti i monti vicini dell’arco appena percorso sul 200 e poi quelli verso la Liguria e ancora più lontano le Alpi ci vengono descritti. Percorso tutto in discesa quello che ci conduce alla quindicesima ed ultima tabella quella del Valico di San Fermo che Giacomo D’Alessandro giovane ideatore del primo Cammino sociale in questa valle “Cammino dei Ribelli” dedica ai ribelli di ieri (partigiani e contadini) a quelli di oggi che ancora vivono con fierezza queste terre e a quelli di domani che si sperano siano attirati da questi luoghi incontaminati.

E con questo abbiamo terminato il percorso ma non il 200 che da S.Fermo prosegue fino a Costa Salata poi Borassi poi scende verso la valle Spinti ed infine giunge a Varinella.

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